sabato 31 gennaio 2015

Storia delle religioni: Ganesha, il dio elefante

GaneshaGanesh o Shri Ganesha (il prefisso -Shri- è usato  per rimarcare la forma di rispetto verso tutte le divinità indiane) che dir si voglia, è una delle rappresentazioni più venerate del Brahman hindù (concezione del dio assoluto associabile all'Occidentale neo-platonismo).
Viene raffigurato come un umanoide a quattro braccia dalla testa di elefante dalla quale spunta una sola zanna dorata.

Figlio della dea Parvati, venne generato da essa nonostante il disaccordo del consorte, il dio Shiva. Ci sono varie tradizioni che descrivono in modo di verso la sua nascita; secondo alcune Ganesha nacque da un'intensa e prolungata risata della madre, secondo altre dal suo sudore.

La rappresentazione a testa di elefante non è casuale, infatti, per la cultura hindù l'elefante è simbolo di saggezza e di giusta scelta. Il nome Ganesha è formato da due termini; il primo è "Gana", chiamati anche "Deva" nei testi vedici (significa "gli splendenti"), che sono le entità celesti ed illuminate riconducibili in sostanza agli "Elohìm" biblici (che tratterò in futuro in modo dettagliato*). Il secondo è invece Isha, che significa signore. Letteralmente dunque Ganesh è il "signore degli esseri celesti".
Secondo la religione, appena nato era di aspetto umano. Essendo in possesso di una forza fisica fuori dal comune, la madre gli ordinò di presidiare le stanze della sua residenza quando ella avrebbe fatto un bagno, affinché nessuno potesse entrare e vederla, Ganesh obbedì. In quel momento però arrivò Shiva, compagno di sua madre, ma ignaro che il giovane fosse il figlio di questa. Tra i due scoppiò un violento litigio e a farne le spese fu proprio Ganesha, il quale venne decapitato. Indignata e sgomentata dall'accaduto, Parvati, ordinò a Shiva di chiamare tutti gli esseri celesti sulla terra al fine di procurare una nuova testa a Ganesh per poterlo riportare in vita. Questi, scesero sulla terra, e trovarono un elefante; lo uccisero, lo decapitarono e portarono la sua testa alla dea che poté così resuscitare l'amato figlio.

Coloro che praticano il culto di Shri Ganesha sono detti Ganapatya; per essi il dio oltre all'importanza della figura "materiale" in sé, è il simbolo intrinseco ed energetico di unione fra l'aspetto mascolino e femminino. Il culto di Ganesha porta un equilibrio tra i due poli e a una consapevolezza interiore che permette di superare gli ostacoli della vita con destrezza, saggezza e raziocinio. Non a caso un altro nome usato per chiamare questa divinità è Vighnesvara "il signore degli ostacoli". E sempre non a caso Ganesh è associato al primo chakra (*); il chakra che regola l'istinto, la sopravvivenza e il bisogno materiale.






venerdì 30 gennaio 2015

Astronomia, il telescopio Hubble

Hubble è un telescopio spaziale orbitante, posto nello strato superiore dell'atmosfera (a circa 560 chilometri da terra). Lungo 13 metri, possiede due pannelli a energia solare; uno concavo e l'altro convesso, che fungono da generatori elettrici per alimentare l'asse giroscopico. La sua costruzione costò all'epoca 2 miliardi di dollari.

Prende il nome da Edwin Hubble (1889-1953), importante astrofisico statunitense scopritore tra l'altro, assieme al collega Milton Humason, della legge che porta il suo nome (originariamente conosciuta come la "legge dello spostamento verso il rosso", che tratteremo in un futuro momento).

Il telescopio venne lanciato in orbita dallo Space Shuttle Discovery (OV-103) il 24 aprile del 1990 in una missione sinergica fra NASA ed ESA (Euopean Space Agency), al fine di riuscire a osservare il più nitidamente possibile l'universo senza le barriere visive dell'inquinamento luminoso e del filtro atmosferico.
I primi risultati furono catastrofici per gli scienziati; infatti, un minimo problema strutturale di posizionamento del primo pannello fece uscire le prime fotografie sfocate o addirittura irriconoscibili. Finché nel dicembre del 1993 non fu risolta la deficienza tecnica grazie a un delicato intervento di sostituzione.

Da quel momento, il telescopio Hubble permise agli astronomi di vedere zone di universo mai viste prima di allora con una qualità e una nitidezza dell'immagine inarrivabile.
Lo strumento cardine che permette il funzionamento è uno spettrografo, una sorta di prisma meccanico, che scomponendo la luce captata dal telescopio nelle varie frequenze permette di stabilire innanzitutto la distanza dal corpo celeste; dunque le sue proprietà fisiche, chimiche, la velocità di rotazione e il suo magnetismo (analizzando le lunghezze d'onda tra le radiazioni dell'ultravioletto e dell'infrarosso).

In 25 anni di servizio, Hubble ha ripreso quasi 800.000 immagini astronomiche, consentendo un enorme balzo in avanti sulla conoscenza dell'universo. Ad esempio si è riusciti per la prima volta, era il 1994, a osservare una cometa schiantarsi su un pianeta. Fu la cometa "Shoemaker-Levy 9" che si disintegrò sulla superficie di Giove. Oppure gli scienziati e gli astronomi hanno compreso che possono esistere pianeti orbitanti attorno a stelle anche diverse dal Sole. Un esempio è il primo scoperto; chiamato "Fomalhaut b", proprio poiché gira intorno alla stella Fomalhaut, la stella più luminosa della costellazione del Pesce Astrale. Inoltre, si è potuto capire come la cosiddetta "Materia oscura" non sia solamente un ammasso di vecchie deboli stelle ma un qualcosa in più verso il quale gli esperti non hanno saputo ancora dare una risposta certa e scientifica. Ciò che fino a ora si sa, è che costituisce quasi il 98% della materia dell'universo (ma anche questo argomento richiederà un post a sé).

Inizialmente il telescopio avrebbe dovuto cessare il suo funzionamento nel 2014, ma gli eccellenti risultati ne hanno posticipato la rottamazione. Non si sa, per ora, fino a quando Hubble sarà in funzione. E' certo che sarà "affiancato" dal telescopio spaziale James Webb, il quale, verrà lanciato nel 2018 e orbitando a oltre 1,5 milioni di chilometri dalla superficie terrestre diverrà il degno successore per quelle che saranno le scoperte dello spazio nei futuri decenni.








30 gennaio, accadeva oggi...

1595: La prima esibizione pubblica di "Romeo e Giulietta" di William Shakespeare.
1649: Re Carlo I d'Inghilterra viene giustiziato. La Chiesa anglicana lo celebra come santo.
1790: Viene provato sul fiume Tyne, in Inghilterra, il primo prototipo di scialuppa di salvataggio.
1820: Il militare ed esploratore Edward Bransfield "scopre" il continente antartico (Polo Sud).
1847: La città Yerba Buena della California spagnola viene ribattezzata San Francisco.
1933: Adolf Hitler fa il giuramento come Cancelliere.
1948: Mohandas Karamchard (Mahatma) Gandhi viene assassinato da un estremista hindù.
1964: La NASA lancia la sonda "Ranger 6" per fotografare il suolo lunare un'ultima volta prima dell'allunaggio.
1969: I Beatles fanno la loro ultima esibizione pubblica sul tetto dello loro casa discografica, la "Apple Records".
2003: Il Belgio legalizza i matrimoni fra omosessuali.


giovedì 29 gennaio 2015

29 gennaio, nasce Luigi Nono

Luigi Nono nasce a Venezia, città nella quale sempre morirà nel maggio del '90, il 29 gennaio del 1924. Nipote dell'omonimo pittore veneziano ottocentesco Luigi Nono (1850-1918), che egli mai conobbe, fu uno dei massimi esponenti italiani in Italia e all'estero di quella che ad oggi viene definita "Musica contemporanea" e "Seriale". Nel corso della sua vita ha trattato i problemi sociali, politici e di espressione che l'arte del suo tempo in quel momento affrontava, unendo spesso alla sua musica opere letterarie e poetiche di vari autori illustri.

Una volta diplomatosi al liceo, su spinta del padre, nel 1942 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza a Padova, che terminerà con successo cinque anni più tardi. Negli stessi anni frequenta esternamente a Venezia il conservatorio, superando il compimento inferiore (1947) e medio (1949) di composizione, senza però conseguire il diploma.
Ispirato da quello che nei primi anni di formazione musicale fu il suo mentore, ovvero il più esperto compositore Gian Franco Malipero, nel 1945 compone "La discesa di Cristo agli Inferi", brano basato sui modelli di musica sacra, andato perduto.
Grazie a Malipero, conosce Bruno Maderna; compositore in erba anch'egli, di quattro anni più vecchio. Con il quale nasce un rapporto speciale di amicizia e di rispetto che persisterà fino alla morte dello stesso, avvenuta il 13 novembre 1973.

I due studiano a fondo la musica "trecentesca" e "cinquecentesca", oltre ad approfondire gli autori fiamminghi e la polifonia rinascimentale. Da questi studi, Nono forgiò la sua idea di arte; secondo la quale la musica in particolare e l'espressione artistica in generale, devono andare pari passo agli avvenimenti e alle esigenze politiche del periodo che li rappresentano.
Sempre assieme all'amico, partecipa ad un corso di direzione artistica tenutosi a Venezia e presieduto da Hermann Scherchen, famoso violinista e direttore d'orchestra che diviene il maestro dei due giovani, allorché partono da Venezia per seguire i suoi concerti che generalmente si tengono fra Italia, Svizzera e Germania.

Il debutto di Nono sulla scena nazionale ed internazionale avviene nel 1950 con il brano per orchestra "Variazioni canoniche sulla serie dell'op. 41 di Arnold Schoenberg", sotto la direzione di Scherchen, l'opera ha un'accoglienza disomogenea ma svela l'attività del compositore sulle problematiche dell'avanguardia musicale.
Questo è il periodo nel quale si avvicina di più allo studio della musica sperimentale, e gli anni successivi sono di notevole produzione artistica. Nel 1951, infatti, propone "Polifonica-Monodia-Ritmica". Seguono; "l'Epitaffio per Federico Garcìa Lorca", "España en el corazón", sulle parole del poeta Neruda (entrambi 1952), "La victoire de Guernìca" (1954), "Incontri" (1955) e "Diario Polacco" (1959).

Negli anni che seguono, procedono i lavori ed aumenta la sua esigenza a far conoscere le problematiche della vita tramite la musica. Le opere che nei decenni hanno lasciato maggiormente il segno sono; "Il canto sospeso" del (1956), basato sulle lettere dei condannati a morte durante la Resistenza. "La fabbrica illuminata" (1964), opera per soprano nella quale denuncia le pessime condizioni di lavoro per gli operai di quel periodo. "A foresta é jovem e cheja de vida", del (1966), che tratta i disagi del "terzo mondo", e "Y entonces comprendiò" del (1970) sui testi di Ernesto Guevara.

Gli anni '80 vedono un parziale ritorno alle origini, ovvero con l'idea di assecondare alla sua musica i testi o le parole di vari scrittori del passato. Trai più "utilizzati" vi sono autori di stampo prettamente mistico-filosofico come; Eschilo, Pindaro, Sofocle, Euripide Goethe, Erodoto e Giordano Bruno.

Luigi Noto muore infine a Venezia, nella sua abitazione natia, l'8 maggio 1990 all'età di 66 anni.







mercoledì 28 gennaio 2015

28 gennaio, l'Islanda legalizza l'aborto

Il 28 gennaio del 1935 l'Islanda diventa il primo paese al mondo a legalizzare l'atto di aborto secondo votazione del popolo.
Il primo in assoluto fu l'Unione Sovietica, con Lenin, che dopo la Rivoluzione di Ottobre del 1917, emanò una legge sulla soppressione del feto secondo la diretta ideologia del comunismo pragmatico e materialista.
Saranno proprio le nazioni satelliti dell'URSS ad aderire a questa legge nel tardo dopoguerra; a Polonia, Ungheria e Romania (1956), succederà l'anno seguente la Cecoslovacchia (1957) e più di dieci anni dopo la Jugoslavia (1970). Di mezzo, collateralmente alla rivoluzione "sessantottina" il primo stato democraticamente a favore dell'aborto è l'Inghilterra; seguono nel decennio successivo gli Stati Uniti (1973), che faranno da apripista per quasi tutti gli stati europei come Germania e Francia (1975) ai quali seguirà anche l'Italia (1978). Rimarrà sui suoi passi l'Irlanda, che di fede prettamente cattolica, si pronuncerà sempre contraria alla vicenda.


martedì 27 gennaio 2015

27 gennaio, l'Olocausto nazista

Con il termine Olocausto al maiuscolo, o "Shoah", si intende la politica razziale di prigionia, sfruttamento al lavoro e infine di morte per olocausto appunto, attuata dai nazisti verso coloro che venivano considerati parassitari o contro il sistema. La parola "Shoah" è di origine ebraica; deriva da HaShoah (השואה, senza vocali) che significa catastrofe. Olocausto, invece, proviene dal latino "holocaustum" che si usava per indicare l'offerta (molto in uso tra i Greci, nonché descritta più volte nelle vicende bibliche) ad una divinità tramite un sacrificio animale quando questi veniva totalmente bruciato una volta ucciso.

Secondo le fonti storiche più note e percorse vennero eliminati nei campi di sterminio tra i 12 ed i 20 milioni di persone, in maggioranza Ebrei; ma anche rom, comunisti, omosessuali, Sinti, disabili, Slavi, prigionieri politici, anti nazisti, testimoni di Geova, zingari e massoni.

L'Olocausto fu il culmine di una campagna aggressiva, discriminatoria ed antidemocratica iniziata agli albori della dittatura hitleriana, che fondava la sua dottrina sulla "purezza" del popolo tedesco e che vedeva dunque le altre etnie, quella ebraica in particolare, come culture inferiori da eliminare in quella che al termine del progetto di pulizia etnica si sarebbe chiamata soluzione finale.
Le prime azioni aggressive nacquero ufficiosamente nel 1935 per mezzo delle leggi di Norimberga, attraverso le quali venne negata agli Ebrei ogni libertà attinente alla vita sociale. Da questo momento dunque essi vennero sempre più relegati dalla società tedesca, sempre più centrata sull' "arianesimo".
La politica anti giudaica si intensificò nel 1938; nella notte fra il 9 ed il 10 novembre iniziarono infatti le prime deportazioni nei campi di Buchenwald, Dachau e Sachesenhausen. Su spinta di Joseph Goebbels, ministro della propaganda, vennero inoltre compiuti numerosi atti vandalici a negozi, imprese e luoghi di culto ebraici. Tali atti passarono alla storia come la "Notte dei cristalli". L'operazione politica arrivò alla segregazione con l'esclusione dall'economia del Reich (1 gennaio 1939), al fine di ghettizzare gli individui per rendere poi più facili le future deportazioni ai campi di sterminio. Il primo scopo però fu un altro, ovvero quello di costringere gli Ebrei tedeschi a migrare in massa verso altre nazioni. Ma le emigrazioni forzate non esercitarono in numero gli effetti sperati; dunque si procedette col progetto di uccisione.

Con l'occupazione nazista della Polonia ed il susseguente inizio della guerra, le azioni razziali divennero assai più dure, infatti, furono soppressi migliaia di Ebrei polacchi tra i quali anche elementi di spicco politico ed intellettuale al fine di eliminare la cultura ebraico-polacca. Dunque si procedette con la formazione dei ghetti. Il primo venne istituito a Lodz, città situata  nel centro del Paese, nel dicembre del '39, seguirono nei due anni successivi quelli di Varsavia, Cracovia, Lublino, Kielce e Radom.
Tra il 1941 ed 1943, proseguirono i massacri man mano che l'esercito nazista avanzava per occupare territori verso l'Est. Operazioni sanguinose vennero attuate in Ucraina, Lettonia e Lituania. Mentre nel frattempo Hitler assieme agli altri gerarchi iniziava ad organizzare il compimento della soluzione finale.
Il 20 gennaio del 1942 si riunirono a Berlino i massimi esponenti del Partito Nazionalsocialista per approvare lo sterminio, in quella che passerà alla storia come la "Conferenza di Wannsee". Il tutto iniziò nel marzo dello stesso anno quando Adolf Hitler ordinò l'eliminazione totale degli Ebrei polacchi nella cosiddetta "operazione Reinhard". In aprile incominciarono le prime deportazioni in massa, le quali raggiunsero l'apice, dunque la messa in atto dell'operazione, l'anno seguente fino al 27 gennaio del 1945, quando la vincente 60esima Armata Rossa sovietica del primo fronte ucraino, comandata dal generale Ivan Konev, aprì i cancelli di Auschwitz (il "campo madre"), lasciati incustoditi dai nazisti scappati sconfitti una decina di giorni prima, liberando i superstiti del Lager.

Nel 2005, l'ONU ha istituito ufficialmente questa data come "Giorno della Memoria" per commemorare le vittime perite nei campi di sterminio nazisti.