venerdì 10 aprile 2015

Prologo sulla Geografia


La Terra è una, il mare è uno, l'animato è uno, gli uomini sono tanti. Essi, nel corso del tempo hanno sviluppato la sedentarietà, hanno istituito tribù, quindi piccoli regni e infine grandi imperi. Ognuna di queste nascenti culture ha rivendicato ed esatto uno spazio per sé, una zona nella quale esprimere il proprio desiderio profondo nelle cose pratiche: nella cultura, nel credo, nella filosofia, nell'arte, nella guerra. E fu così che un giorno nacquero i confini delle tribù, quindi quelli degli stati. Poi, a un lago importante poiché crocevia di un percorso fu dato un nome, e così si fece per una valle, per un fiume e una montagna. Dopo alcuni anni, l'uomo si accorse di avere creato a sua immagine la geografia; archetipo che ancora oggi ci accompagna, nel periodo seguente alle grandi esplorazioni continentali.

In questa rubrica tratteremo e contrapporremo gli aspetti prettamente pratici, inanimati e sintetici a quelli complessi e antropologici che la geografia e la geopolitica nel suo continuo e incessante divenire pongono dinnanzi a noi.

Partiremo per un viaggio, un lungo viaggio immaginario che ci porterà a conoscere meglio il nostro Pianeta e le diverse civiltà che lo abitano. Sperando di suscitare entusiasmo o semplice interesse. 

Come riflessione conclusiva propedeutica all'argomento non trovo necessario essere prolisso. Le argomentazioni le lasceremo infatti per gli episodi che come in tutte le rubriche trattate nel mio blog andranno a susseguirsi. Prima di darci appuntamento per la prima imminente puntata vorrei lasciarvi con questa breve frase, affinché possa essere in un certo qual modo la bandiera che porteremo quando andremo a visitare con la mente, attraverso le parole, le varie nazioni del mondo. Con questa dunque vi saluto, sperando di potervi dare appuntamento alla prossima volta. Tenendo da quest'oggi quindi sempre bene a mente che:


<La mappa non è il territorio.>


Earth Eastern Hemisphere.jpg






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