martedì 21 aprile 2015

Storia dei popoli: gli Urriti

                         

Gli Urriti, Hurriti oppure Orrei furono un popolo tribale insediatosi e prosperato nella Mesopotamia del nord (negli attuali territori di Turchia sudorientale, Siria e Iraq settentrionale) durante l'Età del Bronzo, precisamente dalla metà del III millennio alla fine della prima parte del II millennio a.C.; fino a quando Babilonia cadde sotto il saccheggio degli Ittiti, provenienti da nord, e dei Cossei, provenienti da sud; e quello degli Orrei divenne così un unico popolo sottomesso dall'invasore, in quello che fu il cosiddetto regno dei Mitanni.

Le prime fonti di cui disponiamo riguardo agli Urriti, provengono da un popolo limitrofo e alleato: gli Accadi. Ed è nell'antica città stato di Urkish (oggi Tell Mozan, nel nord-est della Siria) che si possono trovare le più antiche forme di scrittura cuneiforme urrita conosciute.

Quella hurrita era una cultura basata prevalentemente sull'artigianato e sulla mano d'opera. Infatti, benché siano rimaste poche testimonianze dirette dei lavori svolti, i popoli confinanti ad essi nella mappa e nel tempo come i Sumeri; specialmente nelle città di Nuzi, inglobata poi dagli stessi urriti, e la cananea Ugarit, ne parlano in diversi testi palesando i buoni rapporti commerciali.
Proprio da Nuzi per esempio proveniva un tipo ricercato di ceramica, mentre più a nord, tra Urkish e l'Anatolia abitata dagli Hatti si concentravano le carovane dei metalli, in modo particolare del rame; che giungevano nella parte meridionale della Mesopotamia e anche nel Basso Egitto. A questo proposito i Sumeri chiamavano gli Orrei "popolo del rame" oppure semplicemente "rame".
Questi commerci erano inoltre possibili anche poiché il popolo hurrita era specializzato nell'allevamento dei cavalli: in principio utilizzati come carne da consumo e in seguito anche come mezzi e soprattutto merce di scambio. Ma non solo: infatti essi erano sì mercanti, ma disponevano allorché di una notevole cultura, tant'è che, sempre nei pressi di Ugarit sono stati rinvenuti i più antichi testi e spartiti musicali conosciuti, risalenti al 1500 a.C. circa.

La religione urrita era un sincretismo fra i credi delle prime tribù di questo popolo, provenienti dalla tradizione sumera, e la liturgia Ittita. Essa, era un politeismo basato su due figure cardine: Teshub, il dio del cielo e del fragore (adottato dal dio ittita Tarhum), nato secondo il mito quando il padre Kumarbi mangiò i genitali del padre, dunque nonno di Teshub, Anu (in sumero An), anch'esso signore del cielo e capo dell'assemblea degli dèi; ed Hebet, la dea madre. Dal rapporto tra i due nacque Sharruma, re della terra, degli uomini e delle montagne. I luoghi di culto non erano molto frequenti, e quello più importante era certamente Kummanni (nel sud dell'Anatolia) ove era edificato un tempio a Teshub; a tal proposito lo stesso nome della città deriva dall'urrita "kummeni", ossia "il tempio".

Altre divinità di rilievo erano Shimegi (dall'accadico Shamash), il dio del sole; e la contrapposta Kushuh, dea della notte e della luna. Vi erano quindi Nergal, il dio dell'Oltretomba; ed Ea (di origine accadica e proveniente dal sumero En-Ki), dio dell'acqua, del mare e della conoscenza.

Per quanto possa sembrare lontana, tale religione andò a influenzarne molte, tra le quali quella cananea, e, di conseguenza anche quella israelita; dalla quale derivano le tre odierne grandi religioni abramitiche.

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