domenica 8 marzo 2015

Misteri: gli Iperborei

Raccontati nel miti e nelle documentazioni degli storici Greci di allora, gli Iperborei, furono un popolo che in origine abitava nell'Iperborea, una terra dell'estremo nord nella quale il Sole splendeva per ben sei mesi all'anno. Molto probabilmente si tratta dell'attuale Groenlandia, isola nella quale effettivamente, trovandosi in prossimità del Polo Nord, presenta astronomicamente sei mesi di Sole e sei di oscurità. Probabilmente è quella che gli antichi identificavano come la leggendaria Thule.

Questi Iperborei migrarono verso sud, quindi in Europa, per poi prostrarsi fino all'estremo oriente. Essi erano accompagnati da valorosi e saggi condottieri, gli Arya, i quali diedero successivamente nome al popolo stesso: gli Ariani.
Questi Ariani, arrivati fino al bacino della valle dell'Indo, si mischiarono con le civiltà autoctone dando vita alla cultura Indo-ariana, la futura civiltà hindù; basata sui testi e sui i miti che gli Iperborei portarono dall'occidente, assieme alla loro lingua e scrittura, il sanscrito. Già a partire dal III millennio a.C.
Per gli antichi indiani, questi individui sono i Deva, "gli esseri splendenti" provenienti da mondi superiori, che i popoli della valle chiamano appunto "PàraDesha"; "regioni" o "mondi superiori". Il nome primitivo del sanscrito infatti era "DevaNagàri", letteralmente "la lingua parlata nella città di Nagàr", nel nord dell'India "dai Deva".

Le capacità sorprendenti di spostamento e di migrazione di questo popolo, nonché i contenuti filosofico, simbolico ed esistenziali che questo aveva e apportò alle civiltà che inglobò o alle quali si mischiò, hanno dato alito a numerose leggende.


Si dice che gli Iperborei abitassero in questa terra nella quale risplendeva il Sole per metà dell'anno a partire del periodo finale della cosiddetta glaciazione Würm, ossia fra il 28 000 e il 9600 a.C. Molti hanno trovato similitudini fra i racconti di questo popolo e il mito di origine Egizia dell' Isola di Atlante, figlio di Poseidone, conosciuta come Atlantide, narrata nel Timeo e nel Crizia di Platone. Il quale, consultando precedenti documentazioni, data la civiltà atlantidea fra il 15 000 e il 9000 a.C.

Atlantide sarebbe dunque un'altra isola; un 'isola di passaggio, un ponte, fra l'ipotetica Thule e la vita che gli Ariani intrapresero nel continente Indoeuropeo a partire dal IX millennio a.C.
Oltre che unirsi ai "lontani" popoli dell'India, gli Iperborei, guidati dai loro Arya, avrebbero influenzato tantissime culture; dai popoli di quella che diverrà la cosiddetta Mezzaluna Fertile, quindi Egitto, Fenicia, Assiria e Mesopotamia, fino a giungere addirittura nel Nuovo Mondo. A questo proposito vi sono prove tangibili, come ad esempio l'edificazione di complessi piramidali e megalitici presenti in tutto il mondo, oltre che i miti degli Inca e Atzechi; nei quali, questi popoli narrarono di come essi provenissero da una terra dell'oceano che identificavano con il come di "Tlà", che significa "Acqua". Curioso come sia Platone che i popoli del sud e centro America precolombiano utilizzassero entrambi la parola "Tlà" (aTLAntide, aTLAnte) per riconoscere l'acqua, quindi quella misteriosa terra da dove secondo la primitiva cultura occidentale provenivano gli Ariani/Iperborei, mentre per i popoli Inca, molto probabilmente, gli dei, capeggiati da Viracocha; un individuo molto alto dalla pelle bianca e dagli occhi azzurri (che indusse successivamente gli Incas a confondere i conquistatori ispanici con la divinità...ma a questi temi riserveremo episodi a parte). A me francamente mette male pensare che gli Incas non abbiamo incontrato queste civilta, in quanto essi erano tutti da carnagione scura o mulatta, per cui il mito di Viracocha è molto attendibile. Se poi questo sia effettivamente stato un fenomeno di evemerismo, ovvero di divinizzazione di personaggi umani, lo vedremo in futuro.

Ciò che è certo è che la storia dell'uomo, per quanto molti ce la facciano passare come nitida e documentata, è piena di buchi e circostante scientificamente e antropologicamente apparentemente non spiegabili (come ad esempio il perché l'essere umano sia l'unico animale del Pianeta a possedere il fattore Rh-, oltre che 10 frequenze genetiche "silenziate"). Queste voragini e questi dilemmi come detto al momento sono inspiegabili. Allora dico: abbiamo i miti degli antichi, perché non riempire queste fessure enigmatiche con le leggende, e anche ovviamente con l'immaginazione, che da sempre accompagna e colora la vita dell'uomo?






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